ESISTE IL SISTEMA SESTO?

La nascente Lista Civica Per Sesto Etica Vivibile e Solidale, venerdì 20 gennaio 2012 dalle 21:00 a Sesto San Giovanni, presso la Sala Talamucci di Villa Visconti d’Aragona (via Dante, 6), organizza una buona serata di analisi per approfondire la tematica che ha recentemente portato la città di Sesto San Giovanni alla ribalta delle cronache nazionali, con pesanti impianti accusatori, arresti eccellenti e prossimi pocessi da svolgersi a carico di noti esponenti politici locali.

Affinché dunque la cittadinanza abbia maggior consapevolezza delle dinamiche che la governano, questa serata potrebbe essere d’aiuto a mettere a fuoco il tema:

ESISTE IL SISTEMA SESTO? Fantasia o realtà?

Interverranno:

Luca MARTINELLI di Alteconomia, Francesca PROSPERI di Telelombardia, Federico BERNI del Corriere della Sera, Giorgio MAJOLI Urbanista ed ex Dirigente al Comune di Monza e Sesto S.G., e gli imprenditori Piero DI CATERINA e Luca PASINI.

modererà la serata Giuseppe FABBRI giornalista locale, con un contributo di Orazio LA CORTE consigliere comunale.

seguirà dibattito pubblico con i cittadini presenti

Per informazioni: sesto.etica.vivibile.solidale@gmail.com

HAPPY OCCUPY IL CENTRO SPORTIVO BOCCACCIO 22/01/2012 ORE 18

Il Centro Sportivo Boccaccio (Sesto S.G., via Boccaccio 285) negli anni ha rappresentato un importante punto di riferimento per lo sport (in particolare pattinaggio a rotelle) e la formazione sportiva agonistica locale. Oggi questo Centro Sportivo versa in uno stato di abbandono e degrado senza precedenti.

Per ragionare allegramente (ma neanche troppo) e pubblicamente dei problemi che hanno portato il Centro sportivo nella condizione attuale e delle possibili vie d’uscita, cercando di smuovere l’attuale inerzia istituzionale in materia, lo SportingCafè, presente al suo interno,

Domenica 22 gennaio dalle ore 18:00, presso il Centro promuove lodevolmente l’iniziativa: “HAPPY OCCUPY il Centro Sportivo Boccaccio”

Non manchiamo!

Questo l’invito degli organizzatori: HAPPY OCCUPY DOMENICA 22 ORE 18 …una festa free drink , con all interno dello Sporting aperitivo e buffet per i piu’ comodi e i bambini …e NEGLI SPAZI ESTERNI DEL CENTRO UN DJ PER FARE UN PO’ DI CASINO E SAN MIGUEL E VIN BRULE’ PER CHI IN QUESTO POSTO ABBANDONATO DA ANNI CI PASSA LE GIORNATE….( taggatevi e taggate qui gli altri …free drink for you… E’ IL MOMENTO DI PRENDERVI QUESTO POSTO E FARLO SISTEMARE !!! TANK’S STE ;)

DE MAGISTRIS C’E’

Dal Manifesto di mercoledì 7 dicembre, pubblico quello che ritengo un significativo appello del sindaco di Napoli Luigi De Magistris per la costituzione di una “rete dei comuni per i beni comuni“.

Propongo una data: il 28 gennaio. Propongo un luogo: Napoli. E soprattutto propongo un tema di confronto che abbia come protagonisti gli amministratori, i movimenti, le associazioni, le cittadine ed i cittadini: vediamoci e discutiamo insieme di come uscire dalla crisi economica ma anche da quella politica. Vediamoci e discutiamo insieme di come elaborare un’alternativa economica alla ricetta liberista imposta dall’Europa della Bce e della Commissione, che indica nel welfare e nei diritti il forziere da depredare per far cassa. Vediamoci e discutiamo insieme di come rapportarci alla nuova stagione vissuta dal paese: quella di un governo tecnico che nasce sulle ceneri della politica, consegnatasi mani e piedi alla “tecnocrazia”, cioè agli interessi dei cda della banche, dei mercati, delle istituzioni finanziarie, poiché incapace di fornire una risposta come pure dovrebbe. Vediamoci e discutiamo insieme di come lanciare, dunque, un’alternativa economica e politica che a mio avviso dovrebbe partire dalla difesa dei beni comuni (acqua, internet, saperi, ambiente): un tema che si è dimostrato capace di sintetizzare una nuova idea di politica ma anche di economia. A difesa dei beni comuni si sono infatti mobilitati 27 milioni di italiani, scrivendo una bella pagina di democrazia partecipativa dal basso, a testimonianza di come sia vivo nel paese il desiderio di politica, diretta e attiva. Il perno di questa difesa dovrebbero essere gli enti locali, primo livello della rappresentanza e del governo, primo bersaglio del piano economico che fino ad oggi ha visto la riduzione drastica dei trasferimenti nazionali, costringendoli – adesso e nel futuro – ad una soppressione dei servizi e dunque ad una sospensione dei diritti, minando dunque la stessa tenuta democratica. Penso alla costituzione di una “rete dei comuni per i beni comuni” da cui partire per formulare questa alternativa economia e politica.
Il quadro, nazionale e internazionale, rende a mio avviso importante questo appuntamento di confronto. Il governo Berlusconi è crollato sotto i colpi dei grandi poteri economico-finanziari internazionali, espressione di quel neoliberismo e di quella finanziarizzazione dell’economia che hanno portato alla crisi attuale. Berlusconi è caduto, inoltre, per volontà di quelle istituzioni europee, penso alla Bce, che sono figlie di un’Europa definita come entità monetaria ma non come comunità, quindi non ancora compiuta politicamente e non ancora capace di assicurare una vera partecipazione democratica. Il governo Berlusconi è caduto, inoltre, a causa del protagonismo di forze più propriamente nazionali: quei poteri forti – massonici, ecclesiastici e bancari – che per anni hanno sostenuto il “laboratorio Berlusconi” come garante dei propri interessi e che, registrata la sua impresentabilità internazionale, hanno scelto di liberarsene. Per far cosa? Per sponsorizzare un governo di tecnici che potrebbe condurre un’operazione di continuità politica ed economica sfruttando, appunto, i nomi “illustri” di noti accademici, di ex membri di Cda bancari, di elevati giuristi ed economisti. Resta invece ancora vivo il berlusconismo come involuzione (sub)culturale che, per un ventennio, ha deformato il tessuto sociale del paese attraverso un interrotto controllo mediatico garantito dal conflitto di interessi permanente.
Stiamo dunque assistendo alla fine della politica e alla genesi della tecnocrazia: la prima non determina i cambiamenti né li governa perchè a farlo è la seconda. La prima risulta, inoltre, profondamente indebolita in conseguenza dello scollamento con la società e l’elettorato, in crisi di rappresentanza anche a causa di una legge elettorale che ha prodotto un parlamento di nominati da segreterie e correnti, non certo dunque di eletti dal popolo. E quello che resta della politica è riassunto in una maggioranza che assembla formazioni tra loro disomogenee per ideali e per storia, marcatamente gestita al centro e potenzialmente eterodiretta dai poteri forti prima citati. Di fronte a questo quadro, appare necessario ritornare alla politica nel suo senso originario, ritornare dunque alla democrazia. Per superare il berlusconismo, che ancora infiltra come modello culturale la società, ma anche per superare quel governo Berlusconi che potrebbe rivivere, in particolare dal punto di vista economico-sociale, sotto le mentite spoglie, soltanto più presentabili, dell’esecutivo Monti.
Per evitare dunque l’imposizione di una ricetta economico-sociale fondata sui dettami della Bce e della Commissione europea, di una risposta liberista ad una crisi che nasce dal fallimento del liberismo, della reazione conservatrice. Il governo tecnico mi fa paura per le ragioni espresse, ma da amministratore mi corre l’obbligo di giudicarlo dalle misure che attuerà. L’esordio certo non dirada il mio timore, anzi lo conferma: non una parola critica verso i diktat della Bce e della Commissione oppure sullo sviluppo sostenibile, non una presa di distanza dalla manovra d’agosto, che con l’art 4. obbliga gli amministrazioni a cedere ai privati buona parte delle azioni delle municipalizzate, azione resa ancora più forte dalla legge di stabilita, la quale prevede il commissariamento di quei comuni disobbedienti. È la cancellazione dei beni comuni, legati ai diritti fondamentali, per consegnarli al mercato e alla privatizzazione; è la cancellazione del welfare, usato per fare cassa; è la spoliazione degli enti locali, su cui si scarica la crisi. Semplificando è la sospensione della democrazia, che in primo luogo scompare nei luoghi di lavoro, dunque sparisce anche nel paese. Fine del Ccln, licenziamento illimitato, esclusione di una “parte” della rappresentanza sindacale laddove non si conforma agli accordi imposti dall’azienda, ovviamente senza referendum: il “laboratorio Pomigliano” esportato ed imposto in tutto il mondo dell’occupazione.
In questo quadro la voce della politica è flebile, mentre tuona quella della finanza e del mercato di cui si fa portavoce la “tecnocrazia”, soffocando gli stati, i governi e i parlamenti. Soprattutto soffocando le cittadine e i cittadini. Vediamoci dunque e confrontiamoci.

LE MILLE PAROLE

Questa sera, mercoledì 30 novembre 2011 dalle 21.00, a Sesto San Giovanni presso la Sala del Camino di Villa Puricelli Guerra, in occasione della pubblicazione del libro “LE MILLE PAROLE” (cittadinanza, politica, formazione…, e altra mille parole) della psicologa Nadia SILISTRINI; il volume verrà presentato in un confronto pubblico tra l’autrice e Giovanni BIANCHI (già presidente delle ACLI), Eugenia MONTAGNINI (docente universitaria e consulente dell’Ufficio Formazione delle ACLI milanesi), Alessandro POZZI (Assessore di Sesto S.G. con delega alle politiche attive del lavoro), e moderazione di Sergio COLOMBEROTTO (presidente ACLI di Sesto S.G.).

Don Milani riteneva che la differenza tra il figlio del contadino e quello dell’avvocato consistesse nella quantità di parole loro note ed utilizzate. Il sapere è ancora alla base della possibilità di realizzarsi come persone, come lavoratori e come cittadini che hanno a cuore il bene comune? La formazione è ancora indispensabile per elaborare un’idea alta dell’impegno sociale e della politica? Le ACLI se lo sono chiesto e intendono aprire un dibattito, a partire dal libro di Nadia Silistrini “LE MILLE PAROLE” realizzato in collaborazione con il Circolo di Sesto S.G., che ha per oggetto le attività formative delle ACLI milanesi dal dopoguerra agli anni ’60.

Il ricavato del libro, per volontà dell’autrice e del Circolo ACLI di Sesto S.G., sarà devoluto al Fondo Famiglia Lavoro.

Nadia SILISTRINI, psicologa, lavora come consulente di alcune cooperative di Milano e dell’hinterland e da una decina di anni è impegnata in corsi di formazione e di aggiornamento per gli operatori dei servizi alla persona nei quali affronta, in particolare, argomenti di psicologia e di metodologia del lavoro sociale.

REPLICA DI ROCCISANO (SEGR. SEL SESTO S.G.): “ABBIAMO VOTATO A FAVORE DEL PII FALCK PER NON FERMARE LA BUONA POLITICA”

Dopo la spigolatura espressa nei confronti della dichiarazione di voto al PII Falck del Gruppo consigliare di Sinistra Ecologia e Libertà di Sesto S.G., ricevo a mezzo stampa una replica (in un articolo del quotidiano Cinque Giorni) del loro segretario cittadino Giuseppe Roccisano.

Apprezzo la franchezza di Rocciasano, nella misura in cui (come richiestogli) non indugia nel considerare “buona politica” quella contenuta nelle linee guida del Piano Bizzi per le aree ex Falck (e su questo avremo modo di misurarci nei prossimi mesi ed anni) auspicando però non debba ricredersi anche alla luce degli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria in corso che vede tutt’ora la detenzione dell’assessore al bilancio e all’edilizia del Comune di Sesto S.G.

SERVIZIO DE “L’ULTIMA PAROLA” SUL CASO SESTO S.G. CON INTERVENTI DI LA CORTE ED ENRIQUEZ

Segnalo che l’amico (e consigliere comunale) verde, Orazio La Corte, venerdì 16 settembre dalle ore 21:30, interverrà su RAI2 durante la trasmissione L’ULTIMA PAROLA condotta da Gianluigi Paragone, in un servizio dedicato al caso Sesto San Giovanni. Tra gli altri, interverrà anche l’architetto urbanista Patricio Enriquez, già dirigente dimissionario al settore urbanistica del Comune di Sesto S.G.

PIANO BIZZI PER LE AREE EX FALCK. SEL: “AVREMMO VOLUTO VOTARE DIVERSAMENTE..”

Ricevo dal Gruppo consigliare di Sinistra Ecologia e Libertà di Sesto San Giovanni, la propria dichiarazione di voto (favorevole) all’adozione del Piano integrato d’intervento sulle aree ex Falck presentato dall’operatore Davide Bizzi e votato venerdì sera in Consiglio comunale.

Considerata la presenza nel gruppo di un decennale ex assessore all’urbanistica e di un architetto esperto in questioni amministrative, mi sarei aspettato di leggere solide motivazioni di merito a sostegno della scelta compiuta e della responsabilità assuntasi.

Leggo invece un testo superficiale e paludato scritto nel più stretto politichese, la cui sostanza, mi par di capire sia un pò: “avremmo voluto.., ma non abbiam potuto..”. Poi certo, uno si chiede anche quale avrebbe potuto essere il senso di eventualmente essersi astenuti davanti ad un Piano d’intervento urbanistico che di fatto ridisegnerà il volto della città..

Cari amici di Sinistra Ecologia e Libertà, piantiamola con l’ipocrisia, avete scelto di votare a favore del modello di città contenuto in questo Piano, accuratamente illustrato da Altreconomia nelle sue linee ecomoniche, punto. E l’avete votato per evitare d’indebolire una maggioranza già provata dalle inchieste giudiziarie?, per rendere un favore ad Oldrini (quello di avervi aperto le porte della Giunta pur senza esservi presentati alle scorse elezioni)?, perché a Sesto S.G. il sistema prevede che chi vota (i Piani urbanistici) in difformità con la maggioranza, ne venga buttato fuori? (come avvenuto ai Verdi; a proposito, la stessa sorte sarà ora riservata all’Italia dei Valori avendo votato anch’essa contro il Piano Falck?), perché tutto sommato credete che questo sia un buona prospettiva di sviluppo della città?, ecc..

Se posso permettermi di darvi un consiglio, difendete almeno i contenuti di questo Piano, perché ora vi appartengono, assumetevi fino in fondo le vostre responsabilità, non siate evasivi, non parlate d’altro (programmi futuri, la paura delle destre, ecc..) perché almeno in questo modo avremmo di confrontarci e rendere un buon servizio alla cittadinanza.

BANCA DATI PER L’OCCUPAZIONE DEI GIOVANI GENITORI

Segnalo l’istituzione presso l’Inps della “Banca dati per l’occupazione dei giovani genitori”, prevista dal Decreto ministeriale del 19 novembre 2010 (pubblicato in G.U. 27 dicembre 2010), cui possono iscriversi i giovani genitori di figli minori, in cerca di un occupazione stabile. La banca dati è finalizzata a consentire l’erogazione di un incentivo di € 5.000 in favore delle imprese private e delle società cooperative che provvedano ad assumere a tempo indeterminato le persone iscritte alla banca dati stessa. La circolare n.115 del 5/09/2011 illustra le modalità d’iscrizione alla banca dati e le varie operazioni che possono essere effettuate successivamente all’iscrizione.

IL PRC NAZIONALE CONTRARIO ALL’APPROVAZIONE DEL PIANO FALCK, FAVOREVOLE IL GRUPPO CONSIGLIARE

Apprendo in giornata la contrarietà della Segreteria nazionale del Partito della Rifondazione Comunista all’approvazione del PII sulle aree Falck. Tutto ciò è abbastanza commovente poiché il partito della Rifondazione Comunista a Sesto San Giovanni presidia l’assessorato alla pianificazione territoriale da circa 20 anni. Inutile dire che l’Assessore ed il Gruppo consigliare di Rifondazione comunista sono invece determinati ad approvarlo.

Laconicamente, questo il testo del loro Comunicato stampa:

LA SEGRETERIA NAZIONALE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA E’ CONTRARIA ALL’APPROVAZIONE DEL PIANO INTEGRATO DI INTERVENTO SULLE AREE EX FALK E SCALO FERROVIARIO A SESTO SAN GIOVANNI.

“Questa sera andrà in discussione in Consiglio Comunale di Sesto San Giovanni il Piano integrato di intervento sulle aree ex Falk e scalo ferroviario. Senza entrare nel merito del piano medesimo, riteniamo sbagliata l’approvazione del piano fino a quando la Magistratura non avrà concluso le inchieste in corso. Riteniamo infatti che la questione morale sia – come sosteneva Berlinguer – “il centro del problema italiano” e che un piano di questa importanza possa essere adottato solo nella piena certezza che nessun interesse privato o comunque illecito possa aver condizionato la definizione dello stesso. Invitiamo per tanto il consigliere comunale di Rifondazione Comunista e tutti gli esponenti dell’attuale maggioranza a non votare il Piano.”

– Ufficio stampa Prc-SE

QUESITO AGLI AMICI DI SEL IN PROCINTO DI VOTARE IL PIANO FALCK IN BARBA ALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA

Il Giorno di oggi, nel riportare una “mappa del voto” che vedrà impegnato il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni nelle serate di oggi e domani per l’approvazione del Piano Falck (presentato dal nuovo proprietario delle aree Davide Bizzi), cita tra le altre cose un intenso e febbrile lavorio di convincimento (al voto favorevole) promosso dal sindaco Oldrini nei confronti della propria maggioranza ed in particolare dei Gruppi consigliari che sembravano voler attendere l’esito dell’inchiesta della magistratura prima di votare questo Piano.

Tra questi, dopo aver registrato l’orientamento di voto cotrario del Gruppo dei Verdi per la Costituente ecologista e la ferma posizione dell’Italia dei Valori di non votare il Piano, Oldrini, pare abbia stretto in un angolo i tre consiglieri comunali di Sinistra Ecologia e Libertà, convincendoli a votare favorevolmente a fronte di un loro diverso orientamento di partenza.

Con acume, taluni amici su Facebook, si chiedono se l’eventuale convinzione di SEL scaturisca da serie valutazioni sul futuro della città, oppure da accomodanti e future coalizioni elettorali.

Mi piacerebbe che gli amici di SEL di Sesto San Giovanni rispondessero con franchezza a questo quesito.