Ebbene, domenica 28 febbraio, su proposta del Sindaco di Milano e di quello di Torino, il traffico veicolare verrà bloccato per decisione unanime in 80 Comuni della pianura padana. Il 16 febbraio, si è registrato a Milano il 35esimo giorno di sforamento della soglia europea d’inquinamento da Pm10 (prevista in 50 microgrammi per metro cubo d’aria, da non superarsi per oltre 35 giorni all’anno), la situazione è dunque decismente fuori controllo, saranno duque aperti dall’Unione europea verso l’Italia nuovi procedimenti d’infrazione e sanzionatori ma il tema di fondo resta come far fronte con efficacia a questa grave emergenza sanitaria in corso da tempo.
Dico subito che, in situazioni di emergenza sanitaria, non sono contrario al blocco del traffico veicolare. Credo consenta, almeno per quel giorno, di abbattere le emissioni inquinanti, di far respirare la città metropolitana, di restituire un pò di silenzio ad una città frastornata e di far riflettere e discutere circa le soluzioni (quelle vere), e strutturali, da adottare.
Non credo si possa e debba pensare ad un solo intervento che possa risolvere il problema, credo piuttosto si debba individuare un obiettivo ed in funzione di questo definire una serie articolata d’interventi e proposte, coerenti, che consentano di raggiungere quell’obiettivo, misurando periodicamente i risultati raggiunti.
Credo innanzi tutto ci si debba porre l’obiettivo di garantire il diritto alla mobilità dei cittadini e delle imprese, ma questo diritto dovrebbe essere chiaro, non può e non dovrebbe ledere quello alla salute ed alla qualità della vita.
Sul piano propositivo, ogni istituzione dovrebbe fare quanto di sua competenza, senza scaricare su gli altri le proprie responsabilità. Il piano di attuazione della città metropolitana milanese è stato drammaticamente dimenticato. Il Comune di Milano, continua imperterrito, a ragionare come fosse una città Stato, ignorando il fatto che problemi amministrativi come questo hanno addirittura una dimensione regionale ed inter-regionale.
Un caso emblematico, su tutti. Dovrebbe essere chiaro a tutti che la mobilità veicolare privata dovrebbe “cedere” quote significative di passeggeri alla mobilità collettiva, al trasporto pubblico. Servirebbe una pianificazione puntuale di una nuova rete del trasporto pubblico, non necessariamente interrato (dai costi esorbitanti e tempi infiniti) e servirebbero investimenti (anche del Governo) relativi ed adeguati.
Un caso emblematico, dicevo. Si propone da anni, e noi Verdi lo facciamo con insistenza, di uniformare nell’area metropolitana milanese (o nella provincia di Milano) il costo del biglietto per muoversi con i mezzi pubblici. Perchè continuano a permanere i differenziali tariffari posti all’ingresso di Milano? Qual’è la logica in relazione al problema sanitario cui sopra? Perché la Moratti si fa bella bloccando il traffico e non fa nulla su questo tema che (con Provincia di Milano e Regione Lombardia) le competerebbe direttamente? Cosa aspetta, con i suoi illustri colleghi, a dare risposte serie ed europee al popolo inquinato?

Ebbene, domenica 28 febbraio, su proposta del Sindaco di Milano e di quello di Torino, il traffico veicolare verrà bloccato per decisione unanime in 80 Comuni della pianura padana. E’ stato istituito un Coordinamento permanente dei sindaci del Nord e comunemente sottoscritto un documento (abbastanza fumoso) di lavoro.
Il 16 febbraio, si è registrato a Milano il 35esimo giorno di sforamento della soglia europea d’inquinamento da Pm10 (prevista in 50 microgrammi per metro cubo d’aria, da non superarsi per oltre 35 giorni all’anno), la situazione è dunque decismente fuori controllo. Saranno dunque aperti dall’Unione europea verso l’Italia nuovi procedimenti d’infrazione e sanzionatori ma, il tema di fondo resta: come far fronte con efficacia a questa grave emergenza sanitaria in corso da tempo.
Dico subito che, in situazioni di emergenza sanitaria, non sono contrario al blocco del traffico veicolare. Credo consenta, almeno per quel giorno, di abbattere le emissioni inquinanti, di far respirare la città metropolitana, di restituire un pò di silenzio ad una città frastornata e di far riflettere e discutere circa le soluzioni (quelle vere), e strutturali, da adottare.
Non credo si possa e debba pensare ad un solo intervento che possa risolvere il problema, credo piuttosto si debba individuare un obiettivo ed in funzione di questo definire una serie articolata d’interventi e proposte, coerenti, che consentano di raggiungere quell’obiettivo, misurando periodicamente i risultati raggiunti.
Credo innanzi tutto ci si debba porre l’obiettivo di garantire il diritto alla mobilità dei cittadini e delle imprese, ma questo diritto dovrebbe essere chiaro, non può e non dovrebbe ledere quello alla salute ed alla qualità della vita.
Sul piano propositivo, ogni istituzione dovrebbe fare quanto di sua competenza, senza scaricare su gli altri le proprie responsabilità. Il piano di attuazione della città metropolitana milanese è stato drammaticamente dimenticato. Il Comune di Milano, continua imperterrito, a ragionare come fosse una città Stato, ignorando il fatto che problemi amministrativi come questo hanno addirittura una dimensione regionale ed inter-regionale.
Un caso emblematico, su tutti. Dovrebbe essere chiaro a tutti che la mobilità veicolare privata dovrebbe “cedere” quote significative di passeggeri alla mobilità collettiva, al trasporto pubblico. Servirebbe una pianificazione puntuale di una nuova rete del trasporto pubblico, non necessariamente interrato (dai costi esorbitanti e tempi infiniti) e servirebbero investimenti (anche del Governo) relativi ed adeguati.
Un caso emblematico, dicevo. Si propone da anni, e noi Verdi lo facciamo con insistenza, di uniformare nell’area metropolitana milanese (o nella provincia di Milano) il costo del biglietto per muoversi con i mezzi pubblici. Perchè continuano a permanere i differenziali tariffari posti all’ingresso di Milano? Qual’è la logica in relazione al problema sanitario cui sopra? Perché la Moratti si fa bella bloccando il traffico e non fa nulla su questo tema che (con Provincia di Milano e Regione Lombardia) le competerebbe direttamente? Cosa aspetta, con i suoi illustri colleghi, a dare risposte serie ed europee al popolo inquinato?