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SABATO 4/9 A CERNOBBIO E COMO IL CONTROFORUM ECONOMICO DI SBILANCIAMOCI

Ricordo che sabato 4 settembre 2010 (a differenza di quanto precedentemente segnalato – sabato 4 e domenica 5), solo sabato, si svolgerà a Cernobbio e a Como l’ottava edizione del Forum “L’impresa di un’economia diversa” promosso da Sbilanciamoci

Il Forum si sovlgerà in due sessioni: la prima si terrà a Cernobbio presso il Centro Civico Piazza Santo Stefano, dalle ore 10.00 alle 13.00; la seconda si svolgerà a Como presso lo Spazio Gloria del Circolo Arci Xanadù, dalle 15,30 alle 18,30.

Sbilanciamoci ha utilmente poi divulgato le indicazioni per raggiungere il luoghi dell’incontro e il programma della giornata, con la sequenza degli interventi, gli orari di apertura e di chiusura della giornata.

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IL GLOBAL FOOTPRINT NETWORK: “IL 21 AGOSTO 2010 L’UMANITA’ ESAURIRA’ LE RISORSE NATURALI CHE IL PIANETA E’ IN GRADO DI RIGENERARE NELL’ARCO DELL’ANNO”

Secondo i dati raccolti dal Global Footprint Network (un’organizzazione di ricerca ambientale con sede in California), nel 2010 l’umanità ha impiegato meno di otto mesi per esaurire il proprio budget ecologico.

Il Global Footprint Network calcola l’offerta della natura sotto forma di biocapacità, ovvero l’ammontare delle risorse che il pianeta rigenera ogni anno, e la confronta con la quantità di domanda che l’umanità usa per produrre tutte le risorse necessarie alla propria vita e per assorbire le proprie emissioni di anidride carbonica. Questi dati rivelano che, a partire dal 21 agosto 2010, l’umanità avrà esaurito tutte le risorse e i servizi ecologici che la natura è in grado di fornire nell’anno in corso, dalla capacità di assorbimento della CO2 alla produzione delle materie prime alimentari.

Per saperne di più sull’EARTH OVER SHOOT DAY

CHE COS’E’ L’OVERSHOOT?

Per la maggior parte della storia umana, l’umanità è stata capace di vivere con gli interessi del capitale natura, consumando risorse e producendo CO2 ad un tasso più basso di quello che il pianeta era in grado di rigenerare ed assorbire annualmente.
Ma da circa tre decenni a questa parte, abbiamo oltrepassato una soglia critica, e il tasso della domanda umana di servizi ecologici ha iniziato a superare il tasso con il quale la natura può provvedere a rigenerarli. Questo divario tra domanda e offerta – noto come sovraccarico ecologico (ecological Overshoot) – è in crescita costante ogni anno. Attualmente la terra impiega un anno e sei mesi per rigenerare le risorse che l’umanità utilizza in un anno.

GESTIRE IL TEMA DELLA CO2 PER EQUILIBRARE IL BILANCIO

I cambiamenti climatici sono forse il segnale più evidente del nostro eccesso di consumo di risorse naturali. La nostra impronta ecologica legata alle emissioni di anidride carbonica (come calcolata dal Global Footprint Network, è l’ammontare delle superfici di mare e di terra necessaria è per assorbire la CO2 che emettiamo) rappresenta la parte più significativa dell’impronta ecologica dell’umanità, ed è di gran lunga quella che cresce più velocemente.

Dal 1970 le nostre emissioni di CO2 sono più che raddoppiate, crescendo ad un tasso tre volte maggiore rispetto all’altra componente che cresce altrettanto velocemente: il territorio costruito.

Le emissioni di anidride carbonica rappresentano oggi più della metà della domanda umana di natura. Siamo emettono molta più anidride carbonica di quanto l’ecosistema del pianeta sia in grado di assorbirne, e tutto ciò sta facendo aumentare la quantità di gas ad effetto serra in atmosfera e sta contribuendo al cambiamento climatico.

COME VIENE CALCOLATO OVERSHOOT DAY DELLA TERRA

Ogni anno, il Global Footprint Network, calcola l’impronta ecologica dell’umanità – la quantità di terreno produttivo e di mare necessaria per produrre le risorse che consumiamo ed assorbire i nostri rifiuti, comprese le emissioni di CO2 – e la confronta con quella biocapacità, la capacità degli ecosistemi di rigenerare le risorse. L’Overshoot Day della Terra è un concetto ideato dalla fondazione inglese “NEF” New Economic Foundation, ed è calcolato in base ai dati del 2007 (l’anno più recente in cui sono disponibili i dati), alle proiezioni basate su tassi storici di crescita della popolazione e dei consumi e all’andamento storico tra il PIL mondiale e la domanda di risorse.

Lo scorso anno l’Overshoot Day della Terra è stato determinato nella data del 25 settembre 2009. Quest’anno, il giorno di superamento è stato stimato con un anticipo di oltre un mese. Questo non è dovuto ad un improvviso cambiamento della domanda umana, ma piuttosto al miglioramento della metodologia di calcolo che consente di cogliere più adeguatamente la portata di superamento. (Ad esempio, i nostri dati più recenti indicano che il mondo abbia meno biocapacità disponibile rispetto alle stime, soprattutto nella zona di pascolo).

“Pensiamo comunque che in nostri calcoli sono – se mai – sottostimati” dice Mathis Wackernagel. “Sappiamo che viviamo ben al di là dei mezzi che il nostro unico pianeta ci mette a disposizione. La buona notizia è che molta della tecnologia che abbiamo per cominciare a far fronte questo problema è disponibile ed è “open source” come la progettazione urbana compatta, l’abitare in modo energeticamente efficiente, la riforma per le tasse ecologiche, la rimozione dei sussidi perversi, una pianificazione familiare sicura e alla portata di tutti, biciclette, diete a basso contenuto di carne, l’analisi del ciclo di vita”.

Per calcolare la vostra impronta ecologica personale ed imparare cosa poter fare per ridurlo consulta il calcolatore dell’impronta ecologica

A PROPOSITO DI GLOBAL FOOTPRINT NETWORK

Global Footprint Network è un ente di ricerca ambientale di lavoro per promuovere la sostenibilità attraverso l’uso della Impronta Ecologica, uno strumento di contabilità delle risorse che misura quanta natura abbiamo, quanto ci impiego e chi usa cosa. Global Footprint Network e la sua rete di partner internazionali è focalizzata sulla soluzione del problema di superamento, lavorando con aziende e capi di governo di tutto il mondo a fare i limiti ecologici una parte centrale del processo decisionale in tutto il mondo.

N.B.: il testo è tratto dal sito del Global Footprint Network, nello specifico dal loro Comunicato stampa in materia.

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Dal 4 al 5 settembre torna la ControCernobbio di Sbilanciamoci!

Segnalo con estremo interesse, dal sito: sbilanciamoci.org, questo appuntamento di sabato 4 e domenica 5 settembre 2010 a Cernobbio ed a Como.

***
Anche quest’anno il forum alternativo (a quello dello Studio Ambrosetti) di Sbilanciamoci! “L’impresa di un’economia diversa” si tiene a Cernobbio, e a Como. Il titolo del forum di quest’anno è “FUORI DALLA CRISI CON UN’ALTRA ECONOMIA”. Il forum avrà due sessioni.

La prima, che si svolgerà la mattina del 4 settembre presso la Sala del Comune di Cernobbio, ha per tema: “LE ALTERNATIVE AL DECLINO DELL’ITALIA. 10 proposte concrete per uscire dalla crisi”. La crisi continua a far pesare i suoi gravi effetti sui lavoratori, le famiglie, la parte più esposta della società. I provvedimenti del governo Berlusconi e le politiche dell’Unione Europea mostrano tutti i loro limiti e la loro inefficacia, nonché l’iniquità sociale: la crisi non pesa su chi si è arricchito in questi anni, mentre cresce ogni giorno il numero di disoccupati e di poveri. Le proposte concrete della campagna Sbilanciamoci! per fronteggiare in modo diverso la crisi e per progettare il modello di un’economia sostenibile, più equa e duratura. Un decalogo di percorsi possibili per usare la spesa pubblica in modo diverso, avviare nuove produzioni e consumi sostenibili, assicura re un welfare più ampio per tutti, mettere in campo una politica fiscale che salvaguardi i redditi e colpisca le ricchezze.

La seconda sessione che si svolge il pomeriggio del 5 settembre presso il Cinema Xanadu dell’ARCI ha per titolo: “DOPO LA CRISI. Idee e strategie a confronto per un nuovo modello di sviluppo” Come ripensare l’economia ed il modello di sviluppo – a livello globale – dopo una drammatica crisi che ne ha messo in discussione le fondamenta ed i paradigmi più consolidati? La riflessione in ambito italiano ed europeo su come costruire le strategie del “dopo la crisi” – rimettendo la finanza al suo posto – attraverso un confronto di ricercatori ed esponenti italiani ed europei sugli indirizzi di un’economia diversa: la sostenibilità ambientale e la qualità sociale, la giustiza economica e nuove produzioni e consumi, la cooperazione internazionale e lo sviluppo di un welfare degno di questo nome, una politica di giustizia fiscale e nuove forme di economia solidale.

Per partecipare sottoscrivi la scheda di partecipazione che trovi sul nostro sito di Sbilanciamoci oppure direttamente seguendo questo link. L’iniziativa è autofinanziata: si auspica un contributo volontario per poter permettere la copertura dei costi dell’iniziativa.

Aderiscono alla campagna Sbilanciamoci:

Aiab, Altreconomia, Antigone, Arci, Arci Cultura e Sviluppo, Arci Servizio Civile, Associazione Obiettori Nonviolenti, Associazione per la Pace, Beati i Costruttori di Pace, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Carta, CIPSI, Cittadinanzattiva, CNCA, Comunità delle Piagge Firenze, CTM Altromercato, Crocevia, Donne in nero, Emergency, Emmaus Italia, Fair, Finansol, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Gli Asini, Icea, Legambiente, LILA, Lunaria, Mani Tese, Movimento Consumatori, Nigrizia, Pax Christi, Rete degli Studenti, Terre des Hommes, UISP, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, Un Ponte per…, WWF

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Per l’estensione al 2012 delle detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.

proroga2012_detrazioni55

Le detrazioni fiscali del 55% per le spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici scadranno il 31/12/2010. Un emendamento al ddl di conversione del DL 194/2009 Milleproroghe, presentato al Senato dai senatori dell’IdV, Bugnano, Pardi, De Toni e Belisario interverrebbe sull’articolo 1, comma 20, della Finanziaria 2008, prorogando la scadenza delle detrazioni al 31/12/2012. E’ necessario dunque che i Senatori lo sostengano, votandolo, in nome degli investimenti in attività volte alla green economy, dell’incidenza sul risparmio energetico nazionale e della necessità di far fronte al tema posto anche recentemente dalla conferenza ONU sui cambiamenti climatici di Copenhagen. Ringrazio Roberto per la segnalazione e la sollecitazione a sostenere questa richiesta nei confronti dei senatori.

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FIAT. Angelo Bonelli (Verdi): “a Termini Imerese e Pomigliano D’Arco si producano autobus ecologici”

FIAT: Bonelli (Verdi); a Termini Imerese e Pomigliano D’Arco si producano autobus ecologici. IL Governo garantisca commesse per 5 MLD Euro ed un Piano nazionale per la mobilità pubblica. Scajola risonda su questa proposta di politica industriale de utile; “si salverebbero posti id lavoro e si affronterebbe l’emergenza smog”
“Il governo ed in particolare il ministro Scajola propongano la riconversione per la produzione di autobus ecologici, tram e tramvie delle fabbriche di Termini Imerese e Pomigliano D’Arco, sempre più a rischio chiusura a causa della crisi. L’esecutivo si impegni poi a garantire commesse per un totale di 5 miliardi di euro per la sostituzione del parco auto del trasporto pubblico, ormai in larga parte vetusto ed inadeguato, nelle città italiane che sono sempre più assediate dall’emergenza smog”. A lanciare la proposta è il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: “In questo modo si potrebbero, da un lato, salvare i posti di lavoro a rischio a Termini, Pomigliano e nel settore automobilistico in crisi e dall’altro affrontare, con un piano nazionale straordinario l’emergenza smog che ogni anno, in Italia, provoca più di settemila vittime”.
“Il ministro Scajola ci risponda su questa proposta di politica industriale innovativa per il paese che salverebbe tantissimi posti di lavoro: le risorse per un grande piano per il trasporto pubblico nazionale ci sono già – conclude Bonelli da sei giorni in sciopero della fame -. Basterebbe usare le risorse per un’opera inutile come il Ponte sullo Stretto di Messina, circa 8 miliardi, investendoli in un programma che affronta l’emergenza ambientale e sanitaria provocata dall’inquinamento da polveri sottili”.
martedì 2 febbraio 2010
Fonte: http://www.verdi.it

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FIAT. Angelo Bonelli (Verdi): “a Termini Imerese e Pomigliano D’Arco si producano autobus ecologici”. Il Governo garantisca commesse per 5 MLD Euro ed un Piano nazionale per la mobilità pubblica. Scajola risonda su questa proposta di politica industriale de utile; “si salverebbero posti di lavoro e si affronterebbe l’emergenza smog”.

“Il governo ed in particolare il ministro Scajola propongano la riconversione per la produzione di autobus ecologici, tram e tramvie delle fabbriche di Termini Imerese e Pomigliano D’Arco, sempre più a rischio chiusura a causa della crisi. L’esecutivo si impegni poi a garantire commesse per un totale di 5 miliardi di euro per la sostituzione del parco auto del trasporto pubblico, ormai in larga parte vetusto ed inadeguato, nelle città italiane che sono sempre più assediate dall’emergenza smog”. A lanciare la proposta è il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: “In questo modo si potrebbero, da un lato, salvare i posti di lavoro a rischio a Termini, Pomigliano e nel settore automobilistico in crisi e dall’altro affrontare, con un piano nazionale straordinario l’emergenza smog che ogni anno, in Italia, provoca più di settemila vittime”.

“Il ministro Scajola ci risponda su questa proposta di politica industriale innovativa per il paese che salverebbe tantissimi posti di lavoro: le risorse per un grande piano per il trasporto pubblico nazionale ci sono già – conclude Bonelli da sei giorni in sciopero della fame -. Basterebbe usare le risorse per un’opera inutile come il Ponte sullo Stretto di Messina, circa 8 miliardi, investendoli in un programma che affronta l’emergenza ambientale e sanitaria provocata dall’inquinamento da polveri sottili”.

martedì 2 febbraio 2010

Fonte: http://www.verdi.it

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I nostri interventi di lunedì 20/04/2009 al Consiglio comunale aperto sulla crisi economica

Lunedì 20 aprile 2009 io ed Orazio La Corte abbiamo partecipato al Consiglio comunale aperto sulla Crisi economica. Vi allego l’articolo uscito sul Giorno e a questi indirizzi potete vedere i nostri interventi:

1. http://consiglio.sestosg.net/video.php?id_events=9972
2. http://consiglio.sestosg.net/video.php?id_events=9982

L’argomento è molto importante e, al di là della necessità di definire misure finalizzate ad aiutare i lavoratori e le imprese in crisi, riteniamo debba invitarci a lavorare per la messa a punto di strategie occupazionali “attive” legate al ruolo che dovrebbe avere in materia un Ente locale. Su questo tema (che vista la complessità ho solo abbozzato) ho cercato di centrare il mio intervento.

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DPEF 2009-2013: ignorati obiettivi ed impegni di Kyoto

Wwf e Legambiente in materia di DPEF e Protocollo di Kyoto.

11/7/2008 – WWF e Legambiente: “Da quest’anno è operativo il Protocollo di Kyoto, e il Governo lo ignora nel DPEF”

Nelle 56 pagine del Documento di Programmazione Economica-Finanziaria per gli anni 2009-2013 – deliberato dal Consiglio dei Ministri il 18 Giugno e che inizia questa settimana l’iter parlamentare per l’approvazione – le parole cambiamenti climatici e Protocollo di Kyoto non compaiono. Eppure nel 2008 il Protocollo di Kyoto è entrato nella sua fase operativa, per cui la distanza tra le emissioni dei Paesi e l’obiettivo sottoscritto si inizia a quantificare in termini di costi del mancato raggiungimento che, ricordiamo, sono a carico dello Stato.

Lo denunciano in una nota congiunta Legambiente e WWF che esprimono la loro preoccupazione rispetto alle risorse messe a disposizione dal Governo per fronteggiare i mutamenti climatici.

Il riscaldamento globale >>
Il clima negli ultimi 400.000 anni (grafico) >>
Il protocollo di Kyoto (tra cui il link al testo completo in italiano) >>

“L’Italia che si è impegnata a una riduzione delle emissioni di CO2 del 6,5% rispetto ai calcoli più recenti riferiti al 2006 evidenzia invece emissioni del 9,9% superiori al 1990 – si legge nella nota di Legambiente e WWF. Questo ritardo a partire dal 2008 deve diventare una voce di bilancio dello Stato perché in base al protocollo di Kyoto comincerà a gravare come spesa, la cui entità può essere stimata in alcuni miliardi di Euro ogni anno.”

Invece nel Documento che fissa lo scenario delle politiche e degli interventi strategici nel prossimo triennio – sottolineano gli ambientalisti – non risulta alcun riferimento né in termini di costi, né di decisioni operative per invertire la tendenza all’aumento delle emissioni di CO2.

Secondo Legambiente e WWF la decisione su cosa farà l’Italia nei prossimi anni per ridurre le emissioni nei settori decisivi nella lotta ai cambiamenti climatici come produzione di energia, trasporti e usi civili non si può rinviare. Pena l’aumento dei costi nei prossimi anni, con conseguenze nel bilancio dello Stato e quindi ricadute nei confronti dei cittadini e delle aziende.

“E’ vero che nel DPEF viene posta in risalto la scelta del Governo di rilanciare il nucleare ma – a parte il merito della decisione – l’operatività delle centrali sarebbe nella migliore delle ipotesi prospettata al 2020. Che cosa farà l’Italia da qui al 2020? – si domandano le due associazioni.

Che aggiungono: “Appare particolarmente grave questa “dimenticanza” in quanto l’Italia è impegnata anche a livello europeo in una strategia di lotta ai cambiamenti climatici con una riduzione a livello europeo del 20 al 2020 (-30% nel caso, da tutti auspicato, di un accordo globale per il periodo successivo al 2012)”.

I costi per la mancata applicazione del Protocollo di Kyoto in Italia – avvisano Legambiente e WWF- rischiano di aumentare fino a 2,56 miliardi di euro all”anno per il periodo 2008-2012 se non verranno adottate delle politiche rigorose e costanti di riduzione delle emissioni. E dunque l’impegno per l’Italia deve essere quello di ridurre le emissioni di CO2, di circa 98 Mt/anno tra il 2008 e il 2012.

Occorre una seria strategia di mitigazione dei cambiamenti climatici, vale a dire di taglio delle emissioni.

Legambiente e WWF reputano positiva l’idea alla base della cosiddetta “Robin hood tax”, ossia la tassazione dei sovrapprofitti delle imprese energetiche ma ritengono che tale strumento vada modulato sulle emissioni di CO2, in modo da renderlo efficace anche quale incentivo al taglio delle emissioni.

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