Archive for giugno, 2009

Verdi francesi: intervista a José Bové (Europe-Ecologie)

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Ecologia e diritti della persona. Bové: Solo così si vince.

L’altermondialista Bové spiega l’alleanza con l’europeista Cohn-Bendit e il successo della lista in Francia alle elezioni europee dove hanno eletto insieme 14 deputati, quanto il partito socialista.

Il successo della lista Europa ecologia alle elezioni europee in Francia, che manda a Strasburgo lo stesso numero di eurodeputati del Ps (14), sta trasformando il panorama politico. A partire dall’analisi del voto e delle ragioni del successo della lista ecologista, guidata da personalità che, a prima vista, sembravano lontane: Daniel Cohn-Bendit, Dany il rosso del lontano ‘68, da anni impegnato sul fronte europeo ed europeista, nel 2005 grande sostenitore del «sì» al referendum francese sul Trattato costituzionale; José Bové, leader contadino e altermondialista, che nel 2005 si era schierato per il «no» e nel ‘99 aveva manifestato a Seattle contro la Wto portando una forma di formaggio roquefort; Eva Joly, giudice anti-corruzione, che ha lavorato in Francia, ma anche in altri paesi. E poi tanti altri, provenienti da orizzonti diversi, da Jean-Paul Besset, vicino a Nicolas Hulot, tra i primi ad aver portato la sensibilità ecologica in tv, alla giovane Karima Delli, 28 anni, membro del collettivo Salviamo i ricchi, che organizza happening dal significato politico (l’ultimo è stato un’irruzione al Bristol, uno degli alberghi più chic di Parigi, muniti di pane e salame, per far vedere agli abbienti seduti ai tavoli di un ristorante carissimo che ci si può nutrire anche con pochi soldi). Abbiamo chiesto a José Bové, neo-deputato a Strasburgo, di analizzare la situazione.

Come avete fatto a mettervi assieme, visto che altrove la divisione ha avuto la meglio e ha portato a risultati drammatici?

La prima idea importante per poter avanzare e trasformare l’avvenire è stato il rassemblement, il raggruppamento. Questa unità, che non era possibile alla sinistra della sinistra, è stata realizzata da noi perché c’era una visione globale sulla questione ecologica. La questione sociale, la sua mutazione in corso da un lato, e la questione ecologica dall’altro hanno la stessa importanza. Ma occuparsi del solo problema sociale, secondo me, non permette di arrivare a una risposta nuova. Invece le problematiche del cambiamento climatico, delle questioni ecologiche, della limitazione delle risorse e del loro saccheggio sistematico permettono di dar corpo a una dottrina comune. E dal momento che c’era un accordo complessivo sull’analisi, il fatto che le persone coinvolte provenissero da percorsi differenti non ha rappresentato un problema insormontabile. Ognuno di questi percorsi ha legittimità, ognuno segue il suo binario diverso: Daniel Cohn-Bendit, impegnato a lungo a Bruxelles, Eva Joly coinvolta come giudice nella lotta anti-corruzione, molto importante in Francia e a livello internazionale; io altermondialista che si batte contro gli organismi geneticamente modificati. Ognuno, al proprio livello, porta la sua specificità. Europa Ecologia ha ottenuto un ottimo risultato, ma in Francia l’astensione ha sfiorato il 60% e a non essere andate a votare sono soprattutto le classi popolari.

Come peserà tutto ciò sul futuro della vostra alleanza?

Le classi popolari si sono sentite finora escluse dall’Europa e, per di più, da sempre vengono maggiormente valorizzate le elezioni nazionali. Le istituzioni europee, per come funzionano oggi, non traducono la posta politica che è in gioco per molti. Tanta gente ha difficoltà a capire se, votando per questo o quel partito, qualcosa cambierà, verrà trasformato. C’è bisogno di fare informazione pedagogica sull’Europa, sul ruolo del parlamento europeo. Uno dei primi compiti sarà, infatti, trasformare la realtà istituzionale europea.

Chi ha votato per voi?

Quello che è chiaro è che abbiamo avuto il voto dei giovani. Siamo stati il primo partito votato da chi ha meno di 40 anni. Per quanto riguarda il voto popolare, l’astensione è stata forte perché riguarda gli esclusi i quali non capiscono che interesse hanno ad andare a votare. Su questo fronte vedremo le dinamiche future, in particolare quella che si manifesterà alle prossime elezioni locali in Francia, sempre tenendo presente che la questione sociale e quella ecologica hanno eguale importanza e sono legate.

Quali saranno le vostre prime mosse?

Intanto, vogliamo subito creare una coalizione anti-Barroso a Strasburgo, per evitare che l’attuale presidente della Commissione venga rieletto. Abbiamo poi un calendario molto fitto, da luglio all’autunno, per costruire un accordo con altre forze.

Daniel Cohn-Bendit, da parte sua, ha precisato di «credere in una forza politica moderna», che «deve declinarsi a livello europeo. La crisi della socialdemocrazia potremo risolverla solo formulando, contro le alternative nazionali, alternative europee. E’ qui che ha fallito il Partito socialista». Secondo Cohn-Bendit «in Olanda, in Germania, in Francia sono stati penalizzati tutti coloro che dopo la crisi continuavano a dire le stesse cose che dicevano prima», conservando «lo stesso software. Credo sia questa la grande difficoltà della socialdemocrazia». (di Anna Maria Merlo)

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Europe Ecologie spot campagne n° 2, Elections Européennes

Seppur in presenza di una legge elettorale proporzionale (e dunque favorevole), l’innovativa operazione promossa in Francia da Cohn-Bendit, Eva Joly e José Bové; ritengo meriti di essere esaminata con umiltà ed attenzione per tentare di coglierne il potenziale. Si è parlato di “rassemblement” ma il dato esteriore è stato quello di aver messo da parte i simboli e le etichette di provenienza culturale per costruire un immaginario ed una prospettiva innovativa capace di leggere la contemporaneità con un messaggio che facesse perno sull’ecologia e la sopravvivenza qualitativa dell’ecosistema.

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Al Ballottaggio del 21 e 22 giugno 2009 scelgo Filippo PENATI

Al ballottaggio di domenica 21 e lunedì 22 giugno 2009 per l’elezione del Presidente della Provincia di Milano, è necessario vinca FILIPPO PENATI affinché (tra le altre cose) l’intenso lavoro svolto dai Verdi (per contenimento del consumo di suolo, la salvaguardia dei Parchi e delle aree agricole presenti nel Parco Sud Milano) non vada disperso per lasciar spazio a politiche di bassa cementificazione.scegli_penati

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Mercoledì 17 giugno ’09 alle 15.30 in web streaming Filippo Penati e Daniel Cohn-Bendit

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Verso la ‘green economy’: una provincia verde

Oggi, mercoledì 17 giugno, Filippo Penati e Daniel Cohn Bendit, leader del partito ecologista francese, in streaming da Bruxelles, si confronteranno su ambiente, energia, governo del territorio, sviluppo dei parchi

Sarà presente Pietro Mezzi, assessore alle politiche del territorio e parchi della Provincia di Milano

alle 15.30 su www.penatipresidente.it

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Elezioni provinciali milanesi del 6 e 7 giugno 2009, risultati verdi per Collegio

Pubblico i risultato elettorale dei Verdi (per Collegio) alle elezioni provinciali milanesi del 6 e 7 giugno 2009. Ovviamente non sono granché soddisfatto e ci sarà modo di cui riflettere. Il partito si attesta a livello provinciale su una percentuale media del 2,04% che in ogni caso, in caso di vittoria di Penati al secondo turno, dovrebbe consentire la rielezione di una (non priva di qualità) rappresentanza consigliare. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro (dai candidati, allo staff organizzativo a quanti han fatto campagna elettorale) che con generosità hanno sostenuto questa difficile tornata elettorale verde in provincia di Milano.

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Bravo Franceschini sulla Green Economy, ma Oldrini ed il PD di Sesto S.G. che fanno?

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L’intervento del Segretario del PD Dario Franceschini da Capannori (domenica 1 giugno 2009 durante il TG3 delle 19.00) è stato lodevole nel definire la necessità di una Green Economy quale mezzo per puntare al risanamento ambientale ed al contempo poter garantire un nuovo (e sostenibile) ciclo economico.

Capannori (comune all’avanguardia per la tutela ambientale) nel servizio del TG3 lo si citava per la notevole quantità di energia rinnovabile (il 50% del necessario) prodotta per autoconsumo dal Palazzo comunale utilizzando pannelli fotovoltaici.

Cosi Franceschini:

Sono mesi che noi portiamo in aula proposte per i disoccupati, per le piccole imprese, per le forme di povertà assoluta, per i giovani laureati, per l’ambiente, per il clima. Purtroppo le bocciano, al di là della qualità o meno, solo per il fatto che le abbiamo proposte noi.

ed ancora:

L’Italia deve essere il Paese guida nel mondo sulla “Green Economy” sull’economia verde, deve rilanciare l’edilizia con un grande piano d’investimento su tutti gli edifici pubblici, perché l’energia di Ospedali, comuni, scuole, ministeri sia in gran parte legata all’energia rinnovabile a cominciare dal fotovoltaico”.

Molto bene, posizione assolutamente condivisibile, segnalando però allo stesso Franceschini che, rispetto alla modalità di bocciare le proposte, in quel di Sesto San Giovanni, avviene esattamente la stessa cosa con le proposte che i Verdi sottopongono da tempo al Sindaco Oldrini ed alla maggioranza guidata dal suo Partito Democratico.

Il riferimento poi alla Green Economy (presente in maniera centrale nel contributo programmatico dei Verdi per le prossime elezioni provinciali) ed alla necessità che gli Enti pubblici facciano significativamente la propria parte, potremmo ancora segnalare la quantità insignificante di pannelli solari installati sempre a Sesto San Giovanni sugli edifici pubblici, per comprendere che se proprio il sindaco Oldrini non desidera ascoltare i Verdi, potrebbe almeno ascoltare ora le parole del segretario del proprio partito.

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