Archive for luglio, 2009

L’ISOLA BORROMEO ED I SUOI CORSI PER EDUCATORI AMBIENTALI

isola_borromeo

Curiosando sulla Bacheca Facebook di amici verdi di Cassano d’Adda sono rimasto letteralmente affascinato da questo luogo (l’isola Borromeo sul fiume Adda) che vorrei segnalarvi (qui la sua pagina Facebook, qui una scheda dei servizi offerti), affinché recandovi, possiate anche voi apprezzare (nel segno del turismo a km zero) talune bellezze naturalistiche in Provincia di Milano, a pochi passi da casa.

Qualora foste interessati, vi segnalo altresì che il Centro Educazione Ambientale ivi presente (gestito dalla Cooperativa Sociale Alboran), dal 14/09 al 16/10/2009, organizza (gratuitamente) in un ciclo di 10 incontri, il 4° Corso di formazione per Educatori ambientali (qui il programma del Corso e le modalità per iscriversi, qui la sua pagina Facebook).

Segue descrizione del luogo tratta dalle risorse web cui sopra.

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L’isola Borromeo è un’area verde attrezzata, in mezzo al fiume Adda, nata da un significativo progetto di recupero e valorizzazione naturalistica.

Il progetto di rinaturalizzazione dell’area (recentemente acquisita dal Comune di Cassano d’Adda) prevede che l’isola Borromeo torni ad essere abitata non solo da animali e piante spontanee, ma anche da uomini, donne e bambini che possano trovarvi un piacevole rifugio nel tempo libero. Oltre 10 ettari di coltivi sono stati trasformati in boschi (alcuni fitti e impenetrabili per ospitare la fauna selvatica, altri più radi per una passeggiata o per sostare al fresco); in prati e radure per il gioco, ed infine, nell’area più lontana e meno disturbata, verrà creata una zona umida di 23.000 mq, prezioso rifugio per uccelli, anfibi, pesci e altri animali legati all’acqua, ma anche luogo di scoperta, conoscenza e svago per camminatori solitari o per scolaresche accompagnate da guide esperte.

All’ingresso dell’area verde i visitatori troveranno una Cascina ristrutturata dove imprese sociali e associazioni sportive e del no profit, insieme al Comune di Cassano d’Adda, al Parco Adda Nord e con il sostegno dei finanziamenti europei del progetto Equal “Imprese Sociali per il Sistema Parchi & Territorio”, hanno dato vita ad una serie di proposte che hanno come obiettivo la valorizzazione del territorio e delle sue risorse naturali, facendone emergere anche la vocazione turistica, indirizzandola verso forme di sviluppo sostenibile.

Nell’isola sono presenti: un Centro di Educazione Ambientale, un Punto informativo, un Centro di cicloturismo, un Canoa Club ed un Ristorante-Enoteca.

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APPELLO NAZIONALE AGLI ECOLOGISTI

In vista della prossima Assemblea nazionale dei Verdi di fine Ottobre ’09, stante la prospettiva (da me non condivisa) di “confluenza” dei Verdi nella neo-nascente formazione politica di Sinistra e Libertà; avendolo trovato in linea e sovrapponibile alle le mie riflessioni, ho sottoscritto il seguente Appello nazionale che a seguire pubblico invitandvi a fare altrettanto.

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Questo “Appello agli ecologisti” vuole essere uno strumento di riflessione e di iniziativa rivolto sia ai Verdi, sia alla più ampia area di tutti gli ecologisti interessati ad un rilancio della sfida ecologista in Italia e con un forte riferimento europeo. Non è un testo “chiuso”, ma soltanto un punto di partenza. A chi lo legge, se lo condivide nella sostanza, chiediamo tanto una iniziale sottoscrizione, quanto eventuali suggerimenti, osservazioni e proposte per migliorare il documento e renderlo più partecipato e condiviso. In questa prima fase di raccolta, le sottoscrizioni del documento e le eventuali osservazioni possono essere inviate a: Marco Boato: boato@gpmail.eu e ad Angelo Bonelli: angelo.bonelli@tin.it

IL CORAGGIO DI OSARE: APPELLO AGLI ECOLOGISTI

Le ultime elezioni europee sono state per Sinistra e Libertà, e quindi per i Verdi, un fallimento come già un anno fa era accaduto alla Sinistra Arcobaleno. Il risultato delle europee è stato ancor più negativo rispetto alle elezioni politiche del 2008 perché, pur in assenza del richiamo al ‘voto utile’, gli oltre due milioni di voti in uscita dal PD non sono stati conquistati da Sinistra e Libertà.
Mentre, perciò, i Verdi italiani scompaiono per la prima volta dal Parlamento europeo, come già accaduto dal Parlamento nazionale, in Europa gli ecologisti registrano uno storico successo elettorale da Nord a Sud. Infatti, i Verdi in Europa moltiplicano i voti e i seggi, superando il 10% in almeno dieci paesi; con straordinari risultati in Francia (sopra il 16%), in Germania, in Austria, in Inghilterra , ma anche in Grecia (dove riescono ad eleggere per la prima volta un parlamentare  europeo). Nel novembre scorso, poi, i Verdi negli USA hanno raddoppiato gli eletti in centinaia di località, in contemporanea alla vittoria di Obama.
Siamo tutti chiamati a decidere con coraggio di provare a far uscire i Verdi italiani da una situazione di inarrestabile declino e perdita di consensi, rilanciando nel paese un forte progetto ecologista capace di dare una risposta, anche assumendo responsabilità di governo, alla crisi economica globale, ai cambiamenti climatici, all’aggressione alle risorse naturali, ai diritti di tutti gli esseri viventi. Un progetto che metta al centro della propria azione la lotta alla povertà e ai cambiamenti climatici attraverso una programmata riconversione ecologica dell’economia e della società.
Abbiamo per troppi anni rinunciato a parlare a tutti cittadini, per rivolgerci ad una parte limitata e ideologizzata della popolazione, dimenticando colpevolmente che le nostre tematiche sono universali e trasversali. Questo ha  portato i Verdi ad essere interlocutori solo di parti limitate  e non di tutti.
Dobbiamo quindi lavorare per portare la questione ecologica ad essere centrale nella politica e nella società del nostro paese, consapevoli che le nostre proposte sono già, in tutto il mondo, il motore per avviare una radicale trasformazione  della nostra società e dell’ economia, in un percorso culturale e politico di ricostruzione del senso di appartenenza ad una comunità quale soggetto collettivo.
C’è un aspetto però che dobbiamo affrontare con risolutezza e che riguarda noi stessi , ovvero la nostra inadeguatezza a poter avviare un simile ed ambizioso processo da soli. Dobbiamo, perciò, lavorare da subito per costruire una “rete ecologista” insieme a   quella “moltitudine”, a quel grande movimento di milioni di uomini e donne che in migliaia di comitati, associazioni, pratiche comuni collegate tra loro, si occupano di ecologia, diritti, pace, nonviolenza, nuova economia, legalità, cooperazione internazionale e decentrata, democrazia, e  recuperando alla causa militante ecologista  quelle intelligenze che lavorano nel mondo della ricerca, della scienza, della cultura, dell’informazione e dell’imprenditoria.
Dobbiamo metterci a disposizione di  un nuovo percorso, favorendo e  stimolando l’avvio nel paese di una fase costituente ecologista, che sappia anche mettere in discussione il vecchio modello partito, per dare più spazio ad una politica di partecipazione  e di democrazia, nel rispetto di un reale federalismo. Per favorire, come auspichiamo e ci impegniamo a fare, la nascita di un nuovo movimento politico ecologista, dobbiamo superare il modello politico e organizzativo della Federazione nazionale dei Verdi, per come l’abbiamo conosciuta e soprattutto per quello che è diventata negli ultimi anni.  Questo non significa per noi in alcun modo liquidare i Verdi, ma, al contrario, favorire nel nostro paese la nascita di una nuova soggettività politica verde, collegata all’esperienza verde europea.
La destra oggi al potere in Italia rappresenta un pericolo per la democrazia, per i diritti e per l’ambiente, mentre la sinistra di cui siamo stati alleati rivela tutta la sua inadeguatezza a rappresentare una alternativa credibile. Per questo è necessario porsi in modo prioritario l’elaborazione e costruzione di una nuova proposta politica autonoma, credibile e capace di futuro. E per questo è anche necessario porsi da subito il tema delle alleanze, lavorando anche alla nascita di un centrosinistra nuovo nei contenuti e nelle modalità, che si lasci alle spalle la fallimentare politica di autosufficienza del Pd: un’alleanza di cui deve essere parte decisiva una forza ecologista autonoma, che, come si è verificato in Europa, possa rappresentare un determinante e strategico valore aggiunto.
L’attuale dirigenza della Federazione dei Verdi, in assenza di qualsiasi dibattito interno tempestivamente convocato, sembra invece lavorare per sciogliere definitivamente  l’esperienza verde in Sinistra e Libertà, benché l’intero gruppo dirigente nazionale termini il proprio mandato col luglio 2009, quindi ben prima dell’Assemblea nazionale convocata per ottobre.
In questi ultimi mesi l’attuale dirigenza della Federazione dei Verdi ha stimolato e favorito la nascita dei coordinamenti di Sinistra e Libertà, non opponendo alcuna obiezione allo scioglimento di gruppi consiliari regionali verdi per formare quelli della Sinistra. A questa scelta, che ha anche prodotto la sostanziale invisibilità della presenza verde autonoma nelle recenti elezioni amministrative, va data una risposta immediata e determinata, dando voce a tutti i Verdi che non intendono sciogliersi in una formazione politica che ripropone simboli, linguaggi e contenuti già consumati tante volte nella vicenda politica della sinistra italiana.
Assenza di democrazia, forzature statutarie, imposizione di fatti compiuti anche a livello territoriale e delle istituzioni rappresentative  stanno caratterizzando questa fase all’interno della Federazione dei Verdi, calpestando la volontà degli iscritti, elettori e simpatizzanti Verdi che non vogliono sciogliersi in Sinistra e libertà e che intendono invece impegnarsi per costruire una fase costituente di tutti gli ecologisti in Italia.
Sarebbe totalmente irresponsabile far sì che nel terzo millennio non esistesse in Italia una forza ecologista autonoma e politicamente organizzata, considerata anche  la marginalità a cui sono relegate le tematiche ecologiste nelle altre forze politiche.
C’è bisogno di un movimento politico ecologista che sappia parlare, a 360 gradi, con tutti i cittadini, forte della propria identità culturale e autonomia politica, ma capace anche di costruire alleanze e di portare la questione ecologica al centro della politica in Italia. Le grandi questioni come la pace nel mondo, il contrasto ai cambiamenti climatici, la lotta alla povertà e ad ogni tipo di discriminazione, la sicurezza alimentare, la lotta allo smog e al traffico, la tutela della salute, la giustizia sociale, i diritti dell’infanzia, la cura del verde, i diritti degli animali, la tutela della biodiversità, la politica energetica basata sulle energie alternative, sul risparmio ed efficienza energetica, le politiche ecologiche per rilanciare l’economia e quindi l’occupazione attraverso la ‘green economy’, sono temi che riguardano tutti i cittadini e non solo una parte di essi.
Dobbiamo avere il coraggio di osare ancora. La costruzione di nuovi contenitori frutto solo di assemblaggi e di vecchie alchimie politiche è stata già punita due volte dagli elettori. Non dobbiamo preoccuparci del nostro futuro particolare, ma del futuro dell’ambientalismo italiano e dell’ecologia politica. Per questo chiediamo, a chiunque condivida questa preoccupazione e questa speranza, di unirsi per lanciare al paese la nuova sfida ecologista in una nuova costituente ecologista.

PRIMI SOTTOSCRITTORI DELL’APPELLO IN ORDINE ALFABETICO

Gianfranco Bettin, Marco Boato, Angelo Bonelli, Nando Bonessio, Daniela Caprino, Veronica Cerea, Caterina Di Bitonto, Barbara Diolaiti, Pino Finocchiaro, Antonio Fiorenzani, Paolo Galletti, Sergio Golinelli, Daniela Guerra, Sepp Kusstatscher, Lorenzo Lombardi, Gregorio Mariggiò, Daniele Massaro, Pinuccia Montanari, Cristina Morelli, Aurelio Morrone, Camillo Piazza, Maurizio Pieroni, Roberto Repossi, Natale Ripamonti, Alessandro Ronchi, Susanna Scotti, Sauro Turroni, Gabriele Volpi, Luana Zanella.

ULTERIORI SOTTOSCRITTORI DELL’APPELLO IN ORDINE ALFABETICO

Francesco Alemanni (Lazio), Marcello Angelone (Campania), Carmen Barasi (Emilia Romagna), Dino Barrera (Piemonte), Leopoldo Barretta (Campania), Elena Berti (Trentino), Sandro Boato (Trentino), Maria Boncompagni (Lazio), Alex Canella (Emilia Romagna), Anna Catalani (Lazio), Fiore Cava (Calabria), Anna Ceola (Trentino), Baldassarre Cesarano (Campania), Lucia Coppola (Trentino), Angela Coraggio (Campania), Fabio Corgiolu (Lombardia), Luca Dall’Orto (Liguria), Carmela De Gaetano (Campania), Pasquale Del Gaudio (Campania), Emma Di Girolamo (Trentino), Claudio Erani (Emilia Romagna), Francesco Ferraro (Campania), Fulvio Forrer (Trentino), Graziella Furini (Lazio), Vincenzo Galati (Piemonte), Antonio Giordano (Campania), Daniele Graziano (Lazio), Antonio Iovino (Campania), Aldo Keller (Trentino), Alessandro Leonetti (Calabria), Ivan Leonetti (Calabria), Ivana Lindia (Calabria), Fabrizio Lonati (Lazio), Flavio Longo (Calabria), Francesco Longo (Lazio), Luigi Lusciano (Campania), Silvio Manna (Calabria), Leopoldo Maresca (Campania), Luigi Maresca (Campania), Luciano Martinello (Trentino), Alfonso Mauriello (Campania), Antje Messerschmidt (Trentino), Maurizio Migliarini (Trentino), Annunziato Milito (Calabria), Sandra Morelli (Emilia Romagna), Giovanni Morrone (Calabria), Natalie Naim (Lazio), Nicoletta Naldini (Emilia Romagna), Giuseppe Napoli (Calabria), Matteo Nicoletti (Calabria), Marco Papi (Lazio), Fausto Pardolesi (Emilia Romagna), Giorgio Pedrotti (Trentino), Ciro Petruccione (Campania), Aldo Pompermaier (Trentino), Paolo Pontillo (Emilia Romagna), Ruggero Pozzer (Trentino), Rino Pruiti (Lombardia), Carmine Quintiero (Calabria), Tonino Ricci (Lazio), Floria Ruele (Trentino), Antonio Ruocco (Campania), Loredana Sabatino (Campania), Renato Sabini (Lazio), Italo Sapia (Calabria), Angelo Sarcinelli (Campania), Maria Schiano Lo Moriello (Campania), Chiara Salvatorelli (Emilia Romagna), Stefania Schettino (Campania), Giovanni Somma (Campania), Giovanni Spagnuolo (Campania), Giovanni Spedicati (Calabria), Massimiliano Spingi (Lazio), Paolo Stellino (Lazio), Giuseppe Teodoro (Lazio), Antonella Todisco (Campania), Giovanni Verdoliva (Campania), Fernanda Veropalumbo (Campania), Stano Via (Calabria), Odilia Zotta (Trentino), Giuseppe Zurlo (Campania).

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Caro Marino, ma quale questione morale. Siete sudditi di Caltagirone…

caltagirone

Da Eddyburg, pubblico questo significativo intervento dell’urbanista Vezio De Lucia che, in riferimento alla vicenda del vincolo di tutela proposto dalla soprintendente Federica Galloni su circa 2.700 ettari dell’agro romano (fra la via Ardeatina e la Laurentina, su terreni di proprietà dei fratelli Caltagirone e altri), punta il dito contro la (presunta) sudditanza del Partito Democratico rispetto agli interessi della proprietà fondiaria.

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Caro Marino, ma quale questione morale. Siete sudditi di Caltagirone…
Data di pubblicazione:  17/07/2009

Autore: De Lucia, Vezio

Dura e argomentata accusa alle vere colpe del Democrat Party romano. L’altro, 17 luglio 2009

Ignazio Marino, candidato numero tre alla segreteria nazionale del Pd, ha perso un’occasione d’oro. L’altro giorno, quando fu arrestato il giovane accusato di aver stuprato alcune giovani donne romane e si è saputo che era coordinatore di una sezione periferica del Pd, lo sprovveduto candidato ha chiassosamente dichiarato che nel partito si era aperta una grave questione morale. L’occasione persa è che non era quella la questione morale da denunciare, ma la sudditanza del suo partito agli interessi della proprietà fondiaria, com’è apparso evidente a tutti nella vicenda del vincolo di tutela proposto dalla soprintendente Federica Galloni su circa 2.700 ettari dell’agro romano fra la via Ardeatina e la Laurentina, su terreni di proprietà dei fratelli Caltagirone e altri. Qui non interessano i retroscena che alludono a uno sgarbo del ministro Sandro Bondi al sindaco Gianni Alemanno, un piccolo segnale in vista delle elezioni regionali del 2010, e sono scontate le reazioni negative dell’amministrazione capitolina e dei più autorevoli esponenti del Pdl.

Scandalizzano invece le scomposte reazioni del Pd, del presidente della provincia Nicola Zingaretti, del vice presidente della regione Esterino Montino, del capogruppo capitolino Umberto Marroni, che hanno raccolto “il grido di dolore dei costruttori romani” e hanno sollecitato la maggioranza a stabilire una linea comune contro l’invasione di campo della soprintendenza. Come osa una funzionaria mettere in discussione gli affari e le intese stipulate all’ombra del piano regolatore firmato Walter Veltroni? Silenzio assordante dal resto della sinistra, come ha scritto Anna Pacilli su eddyburg.

L’episodio dimostra con indiscutibile chiarezza che la sonora sconfitta del centro sinistra e della sinistra alle elezioni amministrative dell’anno scorso non è servita a nulla. La protesta e la contestazione di centinaia di comitati, di associazioni, di circoli, le denunce di urbanisti, intellettuali, scrittori, le inchieste di report, i libri di Paolo Berdini e Walter Tocci: tutto ciò non è servito a nulla. Mi limito qui a ricordare che il piano regolatore del centro sinistra ha sepolto l’agro romano sotto 15 mila ettari di nuova espansione e sotto 70 milioni di metri cubi di nuova edificazione (che la nuova amministrazione sta incrementando). Nella città storica e nella prima e seconda periferia ci sono sempre meno abitanti sostituiti da uffici, commercio, alberghi, altre attività. Le nuove famiglie, quelle che possono, trovano casa sempre più lontano, in remote, irraggiungibili periferie e nei comuni della cintura, senza servizi adeguati, condannate a ore di pendolarismo, di stress, d’inquinamento.

Quando, finalmente, una benemerita iniziativa della soprintendenza sembra mettere in discussione il permanente scempio urbanistico di Roma, ci aspettavamo che il centro sinistra e la sinistra cogliessero l’occasione per avviare una riflessione seria e autocritica su uno sviluppo comandato solo dal mattone, e sull’implicita questione morale. Invece no. Ieri si sono trovati tutti insieme Pd e Pdl, ministero, comune, provincia e regione per raccogliere il grido di dolore dei costruttori e trovare una via d’uscita che ripristini le vecchie regole del gioco. Auguri

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Assemblea per la restituzione dei contributi CIP6 illecitamente utilizzati

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ASSEMBLEA “ADESIONE VERTENZA CIP6”

Milano, 6 Luglio 2009

L’Associazione Progetto Civile di Milano, il Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Desio, il Comitato per l’alternativa al nuovo inceneritore di Desio, il Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Monza e il Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Domenico Finiguerra, in occasione delle tre settimane di mobilitazione indette dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero e dall’Associazione Diritto al Futuro per aderire alla vertenza contro i CIP6, organizzano per sabato 11 Luglio 2009 un’Assemblea cui sono invitate tutte le realtà e forze interessate alla buona gestione della problematica rifiuti.

Oltre il 7% dell’importo della bolletta elettrica alla voce Cip6, che avrebbe dovuto finanziare la diffusione delle fonti rinnovabili,è utilizzato invece per pagare impianti di incenerimento (definiti in modo truffaldino ‘assimilati’ alle rinnovabili), che bruciano sostanze inquinanti, contribuendo all’incremento di malattie respiratorie e tumori. L’Italia è stata a tal proposito sottoposta a procedura di infrazione da parte dell’UE ed è stata condannata. Se il cittadino è quindi titolare, privato o aziendale, di un contratto di energia elettrica, può chiedere, tramite la vertenza che promuoviamo, la restituzione della somma che dal 2001 al 2007 è stata illecitamente utilizzata, e pretendere di non pagarla in futuro.

L’Assemblea indetta per sabato 11 luglio 2009 si propone di essere uno start up per organizzare la raccolta di vertenze contro i Cip6 sul milanese e più in generale sulla Lombardia. Chiediamo quindi ad ogni realtà interessata di inviare un proprio rappresentante. Sabato avremo inoltre già a disposizione la modulistica della vertenza: è importante che da subito come singoli abbracciamo questa iniziativa e vi invitiamo quindi ad aderire personalmente!

Coloro che vogliono partecipare a questa iniziativa dovranno fornire, se possibile quindi già l’11 luglio:

* fotocopia del documento d’identità (ante e retro)
* fotocopia bolletta del fornitore di energia elettrica (Enel, etc.)
* contributo di € 10,00 (dieci) di sostegno alle spese legali che l’Associazione Diritto al Futuro dovrà sostenere

Parteciperà anche: Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Brescia.

Notizie utili:

L’Assemblea si terrà presso: Associazione Culturale Punto Rosso,Via Guglielmo Pepe, 14 – Milano (MI) – (MM2 Linea Verde – Passante Ferroviario Stazione FFSS Garibaldi – uscita di Via Pepe)

Orario: 17.00

Associazione Progetto Civile
Il presidente

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Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Eleonora D’Onofrio
Presidente Associazione Progetto Civile
e-mail: donofrio.eleonora@gmail.com
Tel: 3496030982
http://www.dirittoalfuturo.it

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Oltre i Verdi italiani, per una Costituente ecologista

Qual’è lo scenario che si propone a quanti hanno fin’ora sostenuto la necessità, entro il quadro politico italiano, di un soggetto politico ambientalista ed ecologista, autonomo e libero di allearsi o meno (di norma) con forze politiche del centro sinistra?

Il partito dei Verdi, su tutto il territorio nazionale è percepito dall’elettorato con una immagine fortemente negativa. Salvo casi sporadici, i deludenti risultati elettorali registrati in quest’ultima tornata elettorale amministrativa (anche in realtà ove i Verdi erano presenti, radicati ed avevano prodotto un buon lavoro) dovrebbero far riflettere sul peso di questa immagine nazionale negativa e delegittimante. Indagarne le cause è importante perché nel momento in cui si deciderà di iniziare a ricostruire una presenza verde, sarà più che opportuno studiare opportune soluzioni di linea politica, statutarie e regolamentari, che sappiano mettere al riparo dal ripetersi di certi errori.

Oggi è facile denunciare le responsabilità del Gruppo dirigente nazionale uscente ma, ricordiamoci anche di quanti fino a ieri, in molti (troppi), hanno cercato di ritagliarsi un “posto al sole” evitando accuratamente di scontrarsi, ma anche stringendo accordi, con il Gruppo dirigente nazionale che esprimeva Alfonso Pecoraro Scanio alla presidenza dei Verdi. Tutto ciò per dire che le responsabilità sono precise ma anche un poco più diffuse di quanto superficialmente appaiano.

Non è più tempo però di attardarsi in inutili recriminazioni, perché:

  • il Governo Berlusconi sta mettendo in campo pesanti politiche che, incapaci di affrontare strutturalmente la crisi economica, destruttrano il Paese sul piano democratico, civile ed ambientale;
  • il Partito Democratico, entrato in fase congressuale, pare ossessivamente concentrato sui propri equilibri interni anziché sulle strategie per costruire (non solo un partito) ma anche uno schieramento in grado di competere per il Governo del Paese;
  • ciò che resta del Gruppo dirigente nazionale della Federazione dei Verdi italiani (detentrice del simbolo del Sole che Ride) pare intenzionato a far confluire stabilmente i Verdi entro la nascente formazione politica di Sinistra e Libertà.

Per quanti credono ancora necessaria la presenza di una autonoma forza politica a centralità ambientalista ed ecologista, per quanti non ritengono opportuno confluire in formazioni politiche esistenti (dal Partito democratico a Sinistra e Libertà, passando per l’Italia dei Valori) è tempo d’interrogarsi sull’eredità verde e sulle forme per dar vita ad una rinnovata rappresentanza dell’ecologismo politico.

Se da un lato bisognerebbe salvaguardare larga parte dell’impianto culturale e politico, proprio del partito verde europeo, che ha visto in Alexander Langer uno dei suoi maggiori ispiratori e vede oggi in Daniel Cohn-Bendit uno dei suoi migliori interpreti; dall’altro, bisognerebbe fare anche i conti con questa pesante eredità politica e d’immagine prodottasi in Italia, inequivocabilmente identificata dall’elettorato nel simbolo del Sole che Ride.

Credo sia giunto il tempo di gettare il cuore oltre l’ostacolo (anche dei simbolismi), osservando con ammirazione quanto realizzato dai Verdi e dallo schieramento ecologista che in Francia ha dato vita alla proposta di Europe Ecologie (risultata in grado di raccogliere il 16,3% dei consensi); mettendosi in gioco ed a disposizione per costituire anche in Italia un “rassemblement” politico tra tutti coloro che considerano centrale la questione della crisi ambientale ed ecologica.

Oltre l’autoreferenzialità dei Verdi, lo strumento operativo potrebbe essere quello della promozione a tutti i livelli territoriali di una “Costituente ecologista”, in cui ridiscutere tutto ma proprio tutto, aperta a tutti i soggetti politici e sociali che condividono la centralità cui sopra, e che alla stessa siano disponibili ad apportare “pezzi” di cultura tesa alla sostenibilità, ambientale, sociale ed economica.

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